Mercoledì, Maggio 24, 2017

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Il "pane dei poveri"

La castagne in Valle d'Intelvi

  • Numero: 126
  • Giovedì, 07 Maggio 2015 00:00
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Hanno sfamato per secoli intere generazioni e sono state l'alimento più importante del nutrimento dei contadini, la risorsa che la natura offre con generosità e come rimedio a carestie e povertà. Come avveniva per il maiale, fino a non molti anni fa e, probabilmente, in alcune zone ancor oggi, delle castagne non si gettava nulla: quelle buone erano nutrimento per l’uomo, quelle guaste per gli animali. Si usavano le scorze l’anno successivo alla raccolta per alimentare il fuoco dell’essiccatoio, le…

Olio, vino, persico e caffè

Sui laghi lombardi con Manzoni, Porta e Stendhal

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Se il cibo è segnale di appartenenza e di identità, in grado di veicolare significati profondi legati alla storia, alle tradizioni di un popolo e al territorio, oltre che ai ricordi di ciascuno di noi, perché la mente dimentica luoghi e immagini ma conserva profumi e odori, mi sembra giusto ricordare l’opera del grande Manzoni che, nel suo romanzo, ha conferito all’argomento dignità e serietà sullo sfondo di un paesaggio lariano e, più in generale, lombardo, allora dolorosamente ingrigito dalla…

Sapori di terra e di lago

Le eccellenze agroalimentari lariane

  • Numero: 126
  • Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00
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Fino a qualche tempo fa ero solita rispondere ai turisti, i quali mi chiedevano cosa si poteva mangiare in questa zona della Lombardia, che purtroppo questa era un’area in cui le donne hanno sempre lavorato in filanda, dal mattino presto alla sera tardi, senza potersi curare tanto della cucina, quindi non esisteva una tradizione culinaria particolare e i piatti locali erano cucinati in modo semplice e povero. Evidentemente mi sbagliavo, anche se c’è un piccolo fondo di verità. Il fatto…

Dalla matuscia ai canëstréi

Le curiose ricette della Val Carvagna

  • Numero: 126
  • Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00
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È un cammino, quello del Gruppo Folcloristico Val Cavargna, che, anno dopo anno, segnala la vitalità dell’associazione nel mantenere, riscoprire e tramandare tradizioni, usi, costumi, ricette e abilità artigianali. L'ultima in ordine di tempo è stata l'adozione DE.CO. (denominazione comunale) da parte di tutte e quattro le amministrazioni della valle, ognuna con una ricetta specifica. Ha iniziato S. Bartolomeo V.C. con la matuscia, un piatto a base di pane raffermo, o minestra di riso del giorno prima, e qualche pezzetto…

Overeaters anonymous

Quando il cibo diventa un'ossessione

  • Numero: 126
  • Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00
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Mangiare anche quando non si ha fame, fare delle abbuffate senza motivi apparenti, dedicare troppo tempo e troppi pensieri al cibo, avere fame in momenti determinati, di giorno e di notte, oltre che ai pasti, cercare di mettersi a dieta per una settimana (o un periodo più lungo) per poi fallire nell’intento, avere sensi di colpa e rimorsi dopo le abbuffate, mangiare per sfuggire preoccupazioni e guai, svegliarsi all’improvviso, senza ragione, con l’ossessione verso il gelato nel freezer, i salumi…

Villa Gavazzi e il "Filandone"

Gli antichi cuori serici di Valmadrera

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Poco distante dalla parrocchiale di Valmdrera, protetta ma non nascosta completamente alla vista, c’è una vasta area circondata dal verde, al cui interno è conservato uno dei complessi più importanti della storia dell’industria della seta sul territorio lariano. La prima costruzione fu una villa, modificata varie volte a partire dal Seicento e fino all'Ottocento, la cui parte più antica, attualmente conservatasi e costituita da un ampio portico, era parte dell’abitazione della famiglia Bonacina, ricchi commercianti di cuoio arrivati a Valmadrera…

Una lunga scia di seta

In battello ad Abbadia Lariana alla scoperta di un torcitorio spettacolare

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  Abbadia Lariana è il primo paese che s’incontra sulla sponda orientale del Lago di Como, dopo aver lasciato la città di “Don Lisander”, percorrendo la statale n. 36 che mette in comunicazione il cuore della Val Padana, attraverso Valtellina e Valchiavenna e i passi alpini, con il resto d’Europa. Del suo territorio fanno parte le propaggini meridionali delle Alpi Orobiche. Via di commerci, dunque, in passato purtroppo interessata anche dal passaggio di truppe non sempre amiche, come i Lanzichenecchi…

Antiche filande lariane

Un breve excursus tra bachi, fili e matasse di seta

  • Numero: 125
  • Giovedì, 02 Aprile 2015 00:00
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I giovani oggi faticano a capire cos’era una filanda. Il nome non dice loro più nulla, mentre chi è nato negli anni quaranta del secolo scorso ricorda ancora quei grandi casermoni a più piani, fiancheggiati da alte ciminiere, che sorgevano in molti paesi, ed ha ancora nelle orecchie il rumore che ne usciva assieme al canto delle filandiere, nenie che raccontavano il duro lavoro di donne e bambine costrette ad accettare grossi sacrifici per paghe irrisorie. Dal Settecento fino alla…

Storie di tessiture

Quando il tessile sbocciava ad Appiano Gentile

  • Numero: 125
  • Giovedì, 02 Aprile 2015 00:00
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Una prima sintesi dell’evoluzione industriale di Appiano la si trova nel bell’opuscolo edito nel 1920 in occasione dell’inaugurazione del monumento ai caduti firmato dal celebre scultore Adolfo Wildt. Era ancora attiva, in quell’anno, la filanda ottocentesca fondata da Noemi Cavadini che dava lavoro a 200 donne in un territorio caratterizzato da 100 cascine e da una popolazione quasi esclusivamente dedita all’agricoltura. La vecchia filanda, inserita con un certo buon gusto architettonico a due passi dalla spaziosa piazza Mercato, cessò la…

Sette punti per sette fuselli

Il pizzo di Cantù: un'eccellenza internazionale

  • Numero: 125
  • Mercoledì, 01 Aprile 2015 00:00
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In un museo, dietro una teca, non ci vuole stare: guai a dire che è un retaggio del passato, che i vecchi mestieri si stanno perdendo, che i giovani non ne vogliono sapere. Il pizzo di Cantù, con i suoi begli anni sul groppone, col suo sapore antico, è vivo e vegeto e fiero della sua storia. E del suo presente. Serpentine e ragnetti, gelosie e reticelle: una pozione d’amore? Decisamente sì, ma non fuma dal calderone di una vecchia…

Associazione "La Rinascita"

Il dramma dei papà soli

  • Numero: 124
  • Lunedì, 09 Marzo 2015 00:00
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Affollano le mense di carità in cerca di un piatto caldo e di un luogo in cui dormire, si riducono a vivere in automobile, fingono di avere una vita normale dormendo su un divano e facendosi la doccia in ufficio prima dell’arrivo dei colleghi, spesso cadono in depressione ed entrano in una spirale da cui è difficilissimo uscire. Storie di padri disperati, defraudati dell’affetto, ridotto spesso a rituali deprimenti, e padri che pur di passare i soldi alle ex mogli…

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