Lunedì, Novembre 20, 2017

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Alberto Martini e i racconti di Edgar Allan Poe

Quando gli incubi diventano fantasia

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Figlio di Maria dei Conti Spineda de Cattaneis, discendente di un’antica famiglia nobile trevigiana, e da Giorgio Martini, pittore naturalista e professore di disegno, Alberto Giacomo Spiridione Martini (Oderzo, 24 novembre 1876 – Milano, 8 novembre 1954) è stato un disegnatore, pittore, incisore e illustratore italiano, precursore del movimento surrealista. Proprio alla sua figura eclettica e alla sua "fantasia infinita", che tanto colpì artisti, poeti ed editori del tempo, è dedicata la quarta pubblicazione della collana “Biblioteca Passaré”, diretta dallo…

Roberto Fascilla

Nella storia… in punta di piedi

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La danza è particolare, ricca, sfaccettata e, proprio per questo motivo, molto difficile da definire. Per provarci ci si può affidare alle parole di un grande Maestro, Roberto Fascilla (Milano, 27 dicembre 1937). Alla richiesta di descriverla con tre aggettivi egli risponde con Fatica, Gioia e Disciplina. Semplici parole che incarnano e rappresentano perfettamente l’essenza di questa arte perfomativa. Dopo i festeggiamenti per la signora Fracci, quest’anno sarà proprio lui a compiere ottant’anni, di cui settanta dedicati interamente alla danza.…

Como e i Domenicani

L'ordine dei Frati Predicatori e la chiesa di San Donnino

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San Donnino Como ha dedicato al suo più celebre cittadino — Alessandro Volta — una piazza, un liceo, un tempio, una fondazione, una contrada e due strade. L'Italia, invece, ha onorato il grande fisico con una bella immagine sulla banconota delle vecchie diecimila lire. Il mondo commemora  il comasco chiamando l'unità di misura della forza elettromotrice "volt" e ricordandolo con un cratere della Luna.La strada nella città murata è a lui dedicata perché, qui, all'attuale numero civico 62, si erge…

Il liceo classico di como

Alessandro Volta e i giovani d'oggi

  • Numero: 143
  • Mercoledì, 22 Febbraio 2017 00:00
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Tra le varie bizzarrie della città di Como ce n’è una che mi ha sempre incuriosito: il Liceo Classico “Alessandro Volta” è stato, infatti, dedicato ad una grande fisico, mentre il Liceo Scientifico (annesso da soli due anni) porta il nome di un illustre umanista del '500, Paolo Giovio. In realtà, se si va ad indagare nella storia, ci si rende conto che il fatto non è poi così strano: il Liceo Volta si chiama così perché è dedicato alla…

L'Alessandro Volta familiare

Spigolature dall'epistolario

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La gloria dei Grandi, nella sua inarrestabile agiografia, li scolpisce ad uso della posterità, cristallizzandoli nei gesti memorabili, nei pensieri eccelsi, nelle frasi celebrative della loro “disumana” eccezionalità. Cosicché, nell'abbaglio di luce di cui sono circonfusi, trascolorano le sfumature dei gesti abituali, del “lessico familiare”, della quotidianità casereccia priva di eccezionalità. Soltanto biografie raffinate e attente all'umile dettaglio  riescono a restituirci, di questi Grandi, anche la loro “normalità”; ciò che, tra l'altro, lungi dal voler sminuire il prodigio delle azioni…

Gli avi di Alessandro Volta

La vita a Loveno

  • Numero: 143
  • Mercoledì, 22 Febbraio 2017 00:00
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Il pronipote di Alessandro Volta, il nobile avvocato Zanino Volta, nel 1875 pubblicò gli studi fatti sulla sua famiglia. Da questo documento si viene a sapere che la culla originaria dei Volta è Loveno, sopra Menaggio, dove, fin dal XV secolo, viveva Ser Zaninus De Voltis. Non ci sono molte notizie su questo avo dell’illustre scienziato, si sa però che era nato fra il 1420 e il 1430 e che commerciava lana; non si trattava quindi di una famiglia nobile,…

Febbraio

Inizio (o fine) purificante?

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Secondo mese dell'anno nel calendario gregoriano e terzo mese dell'inverno nell'emisfero boreale (e dell'estate nell'emisfero australe), Febbraio era l'ultimo mese dell'anno romano. Nell’antichità era il momento di passaggio e di purificazione, non a caso il suo nome deriva da Februus, quello che per gli Etruschi era il dio della morte. Nel mondo romano Februus ha subito varie modifiche sino ad essere assimilato alla figura femminile di Febris, la dea della Febbre, associata al momento della guarigione. Il periodo prevedeva una…

"I misteri della montagna"

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Non tutti hanno la capacità immediata di comprendere fino in fondo i segreti della montagna. Vedono le cime come blocchi turriti, pilastri di roccia scabri e senza valore, ammassi di pietre inutili sorti qua e là per capriccio del tempo. Basta però alzare lo sguardo per essere sovrastati dall'imponenza del mare verticale, con i suoi milioni di granelli di sabbia, e per sentir nascere lo stupore. Lo stupore che genera domande. Le domande che generano misteri: chi ci sarà lassù?…

"Alfabeto Verticale"

La montagna e l’alpinismo in dieci parole

  • Numero: 142
  • Martedì, 21 Febbraio 2017 00:00
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«Il respiro affannoso dei quattromila accompagna l’arrivo su una cresta orizzontale e affilata, su cui ci bilanciamo come goffi acrobati». Da oltre due secoli l'alpinismo è una passione, uno svago, uno sport che conquista sempre più adepti. Cosa spinge tanti di noi ad affrontare rischi, disagi e fatiche per scalare le montagne? In questo libro Franco Brevini ha voluto rispondere raccontando e condividendo l'esperienza dell'alpinismo attraverso le dieci "voci" che a suo giudizio ne costituiscono l'essenza: un racconto coinvolgente, fatto…

Carlo e Luigi Rigola

  • Numero: 142
  • Martedì, 21 Febbraio 2017 00:00
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Ultimi di sei fratelli (uno tra i quali, architetto, fu fiduciario della Banca Commerciale Italiana), i gemelli Carlo (Milano, 27 luglio 1883 — Cantù, 25 novembre 1949) e Luigi Rigola (Milano, 27 luglio 1883 — Cantù, 24 ottobre 1942) furono due scultori e decoratori lombardi che iniziarono la loro attività come tirocinanti di Lodovico Pogliaghi, impegnato agli inizi del Novecento nella realizzazione delle Porte Centrali del Duomo di Milano. Dopo la scomparsa la loro opera conobbe un lungo e fitto…

Tramuntana

A Natale soffia un vento poetico

  • Numero: 142
  • Martedì, 21 Febbraio 2017 00:00
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Un tempo allestire il presepe comportava un rituale articolato e lungo: era veramente un “fare il presepe”, richiedeva tempo, spazio e materiali. La nascita di Gesù era un evento che non passava inosservato, da accogliere e da ospitare nelle nostre case: si dovevano rimuovere o spostare oggetti e mobili per creare uno spazio consono alla giusta scenografia natalizia. Oggi, invece, non abbiamo più tempo e nemmeno spazio, né spazio fisico né spazio mentale, e il presepe resta spesso un’attività parrocchiale,…

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